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Una festa corale, all’insegna della solidarietà, tra soci e familiari per un pranzo rustico nella sede di Belcastro

Può l’arcaico rito calabrese dell’uccisione del maiale diventare solidale? La risposta è “Sì”. Lo ha dimostrato l’evento impeccabilmente organizzato dall’associazione di volontariato “L’Alveare”, in contrada Fieri di Belcastro, dove si sono dati appuntamento soci e familiari per un pranzo rustico e, al contempo, particolarmente raffinato, memorabile.

“Il tutto – si legge in una nota stampa – ha ruotato intorno a un maiale pezzato nero di Calabria, allevato come una volta. Ma tutto ciò che è arrivato a tavola è stato prodotto rigorosamente secondo natura e nel più profondo solco della tradizione, dalle olive alla giara, alla salamoia di pomodori verdi, dal capocollo alle polpette, dalla pasta prodotta col grano Senatore Cappelli alle patate e finocchi coltivati, grano compreso, nei terreni e negli orti di Fieri dai ragazzi e ragazze in difficoltà che, da oltre dieci anni, animano la struttura immersa nella campagna. Una conviviale indimenticabile in una giornata piena di sole e solidarietà. Un susseguirsi di pietanze prelibate dell’antica tradizione calabrese”.

In una pausa del pranzo, il presidente dell’Associazione L’Alveare, Nino Dell’Acqua, ha spiegato il senso dell’ iniziativa promossa dal sodalizio. “Genitori insieme ai loro figli – ha detto fra l’altro – in azione fin dal 1999, nell’intento di creare solidarietà fra cittadini; provando a costruire nuove prospettive per un futuro diverso. E con la collaborazione delle istituzioni pubbliche locali, per promuovere il territorio e contribuire al suo sviluppo. Dalla fase post-scolare al dopo di noi, c’è ancora un lungo cammino che va tutelato e soprattutto garantito. Ogni anno, grazie alle firme dei contribuenti, proviamo a non smettere di prenderci cura dei nostri ragazzi: accogliendoli e soprattutto costruendo insieme a loro un avvenire migliore, che merita di essere narrato”. Infine, Nino Dell’Acqua ha espresso preoccupazione per la mancanza di fondi mirati a portare avanti questo miracolo quotidiano, ed ha invitato i presenti a sostenere direttamente le iniziative oltre a firmare “con un semplice gesto che non costa nulla per il 5×1000 utilizzando il codice 97032280790”.

Mario Caccavari, impegnato nella stessa associazione di volontariato, con parole molto semplici ed efficaci ha illustrato le varie attività in cantiere ma, soprattutto, ha sottolineato l’impegno dei ragazzi che ogni giorno danno il loro contributo, chiamandoli a sé uno per uno. Guglielmo Merazzi, presidente della Agrama Società Cooperativa Sociale, nata per volontà dell’Associazione l’Alveare, ha riferito dei lavori in corso miranti al potenziamento della produzione agricola, tramite l’attivazione di un impianto di coltivazione idroponica in serra finanziato dalla Chiesa Valdese, che ha destinato le risorse necessarie rilevandole dal proprio fondo dell’otto per mille. Il presidente Merazzi ha espresso gratitudine e ringraziamento, dando atto alla istituzione religiosa di grande sensibilità ed attenzione alle problematiche sociali, specie se si considera che l’attuale finanziamento fa seguito ad un precedente finanziamento della stessa Chiesa Valdese, che ha permesso di mettere a norma la cucina/laboratorio di trasformazione della propria comunità.

“E’ una gioia e un privilegio – ha esordito il giornalista Luigi Stanizzi fondatore del Premio Mar Jonio – essere qui oggi, per questo banchetto solidale”. Stanizzi, riprendendo le parole del presidente Merazzi, ha quindi lanciato lo slogan: “Siamo fieri di aiutare i giovani di Fieri”. E sono stati proprio loro i veri protagonisti di questa autentica festa del maiale, i giovani disabili che hanno lavorato divertendosi, per la preparazione dei piatti tipici, il servizio, la coltivazione dell’orto, tutto il resto. È stata una festa corale, all’insegna della solidarietà a cui nessuno deve sottrarsi, andata avanti fino a pomeriggio inoltrato.